Liberare emozioni e sentimenti
Studi in preparazione del Seminario di approfondimento: l’educazione sentimentale e il coaching.
Vi aspettiamo al SEMINARIO sull’Educazione Sentimentale e il Coaching a settembre 2025.
Coach Umanista e fondatore del Coaching Umanistico


Un’educazione sentimentale sana e efficace deve fare i conti con un’incultura che ha reso incomprensibili i nostri stati affettivi. Le emozioni e i sentimenti danno fastidio come se fossero ospiti indesiderati nella casa della ragione e dell’autocontrollo. Se ne parla male, svilendoli o colpevolizzandoli. Si imputa loro ogni fonte di vulnerabilità o malvagità umana. Ogni comportamento che trasgredisce la ponderatezza propria di un salotto buono viene imputato a reazioni emotive, ansie, isterie, pulsioni aggressive o libidiche (quanti danni dott. Freud!), eccessi di sensibilità o di entusiasmo, sentimentalismi sdolcinati e nervosismi (fa così perché è nervoso! Calmati!). Persino i crimini più efferati sono ricondotti a raptus, perdita di controllo, accecamenti emotivi, dolori incontrollabili (“non ci ho capito niente”, “mi è calato il sipario”). In tempi più recenti, il disprezzo per le emozioni e i sentimenti ha portato a medicalizzarli: la tristezza per le cose brutte della vita è divenuta depressione, la paura dei pericoli e delle minacce che attraversano le quotidianità e le performance un disturbo di ansia, la rabbia verso le mille ingiustizie un disturbo oppositivo provocatorio, la timidezza che ama la dolcezza e il rispetto una fobia sociale, la sofferenza esistenziale di un vuoto di senso un disturbo dell’umore, la noia mortale in una classe scolastica un deficit dell’attenzione. Esistono farmaci per ogni emozione.
L’educazione sentimentale deve servire in primo luogo a liberarci di questi paradigmi svilenti che reprimono o colpevolizzano le principali fonti dell’energia vitale. Imputare atti gravi alle emozioni significa ignorare i paradigmi culturali con cui si valuta la realtà e si decidono le azioni. Vedere i sentimenti dietro le nostre vulnerabilità impedisce di sviluppare la creatività per trasformarle in imprese compensative. Analizzare ogni emozione o stato d’animo negativo come una potenziale malattia impedisce di sfruttare le informazioni vitali e preziose che quell’emozione o quello stato d’animo veicolano verso la nostra coscienza.
Liberare emozioni e sentimenti dall’oppressione culturale e valorizzarli comporta una straordinaria conquista di consapevolezza di chi siamo e chi vogliamo essere. Come possiamo pensare la felicità senza i significati sentimentali che la sorreggono? Come possiamo stupirci dei colori di un tramonto, rallegrarci dei primi canti di uccelli all’alba, inebriarci dei sorrisi delle persone che amiamo, festeggiare le mille conquiste di ogni impegno, trovare la forza per superare le avversità se non assaporando proprio le nostre emozioni e i sentimenti? Non c’è alcun pensiero che non sia prodotto, accompagnato, caratterizzato dai nostri stati affettivi.
Le emozioni e i sentimenti vanno ascoltati perché ci danno preziosi indizi di come stiamo vedendo noi stessi, la nostra vita, le relazioni con gli altri e con il mondo. Vanno accolti e vissuti perché sono fonti di ispirazione e di verifica delle scelte che facciamo e delle decisioni che prendiamo. Possono essere indirizzati se ne capiamo la scaturigine e la funzione. Vanno distinti perché sentimenti ed emozioni sono diversi per natura, durata, fonte e scelta. Vanno valorizzati perché ci donano una forza straordinaria.
Educare e allenare la coscienza emotiva e sentimentale permette la piena valorizzazione di ogni altra facoltà umana, dalla ragione all’intelligenza, dalla memoria all’immaginazione. Sentire il nostro mondo interno ci porta alla scoperta delle nostre potenzialità che quando sono espresse suscitano emozioni e sentimenti positivi e appaganti. Comprendere gli stati affettivi negativi, senza sopprimerli o contestarli, ci aiuta a individuarne le cause dei nostri dolori e infelicità e mettere in moto la creatività per superarle, invece di rassegnarci e adattarci. I sentimenti sono le più straordinarie leve di cambiamento delle nostre vite, sono le energie calde dei nostri valori e delle nostre virtù, sono le fonti di ispirazione delle nostre scelte relazionali e professionali. In ultima analisi il nostro rapporto con la vita è sentimentale e emozionale. Non si tratta solo di esserne consapevoli. Non è solo questione di conoscenza. E’ una questione di potere. Il potere di essere liberi, di scegliere, di autogovernare e di indirizzare le nostre vite. Le emozioni e i sentimenti ci permettono di essere liberi di scegliere chi vogliamo essere. Una libertà che non ci può togliere nessuno, tranne noi stessi.